SCOPRIRE L'UOMO SCAVANDO DENTRO SE STESSI - QUESTO A MIO AVVISO E' IL FINE DI TUTTO - E' INDUBBIAMENTE LA PIU' STIMOLANTE DELLE AVVENTURE - Walter Bonatti

sabato 20 febbraio 2010

CIASPOLANDO IN NOTTURNA


Usare le racchette da neve e' bellissimo in neve fresca, meglio ancora se al chiaro di luna, il riverbero della neve alla luce lunare e' bellissimo vi cala in una dimensione fantastica, le lampade frontali possono tranquillamente essere spente, le stelle sono talmente vicine da poter essere toccate e colte con la mano come lucciole in una sera d'estate, vi voglio proporre un percorso da fare in notturna con le ciaspole.
Val formica sotto le stelle.
Una volta raggiunta il rifugio Cima Larici punto di partenza e di appoggio, si percorre il sentiero che d'estate e' carrabile fino a porta Manazzo poi si gira a sinistra verso la Malga Manazzo e poi si gira a sinistra fuori sentiero in neve fresca girando attorno alla Val Formica e si procede dritti sempre fuori sentiero finche' si incrocia la strada che sale al Rifugio Larici che si trova sempre sulla sinistra e che e' facilmente visibile di notte dalla vallata perche' e' l'unico punto illuminato.
Alcune raccomandazioni : la strada per arrivare al rifugio e' in alcuni punti ghiacciata sono indispensabili gomme termiche o catene, fatevi accompagnare da persone esperte che conoscono bene il luogo, le temperature sono molto basse di notte (-15 gradi e a volte anche piu' basse), quindi estrema prudenza!
Il percorso comunque e' facile e tutto in quota (mt.1700 c.a.)con piccoli dislivelli quindi godetevi il chiar di luna ed il cielo stellato !!

martedì 16 febbraio 2010

GUARDA NEGLI OCCHI GLI ANIMALI


Durante le mie escursioni ho avuto la fortuna di incontrare animali liberi nella natura.
Ho visto i camosci saltare felici e rotolarsi in un canalone carico di neve, passarmi vicino e correre sulla neve e lastre di ghiaccio con una agilita' incredibile, e come avrei voluto poterli inseguire e correre con loro fianco a fianco!
Ho visto il volo regale dell'aquila ed il volo sfruttando le correnti ascensionali del falco....
Ho visto il timido incedere del capriolo e la sua fuga per scomparire poi nel fitto bosco.
Ho visto il passo indifferente del cinghiale ed il suo grufolare alla ricerca di funghi ed altri frutti del sottobosco.
Ho visto la simpatica e curiosona marmotta che con il suo fischio mi annunciava la sua presenza.
Ho visto il curioso muoversi del lupo capobranco e degli altri componenti del suo branco che volevano capire chi fossero quelle persone che li osservavano...
Ho avuto la fortuna di guardarli, una buona parte di essi, negli occhi da pari a pari, ed ogni uno di essi aveva e voleva dirmi qualcosa, con estrema serenita' e senza odio o pensieri preconcetti...
Si parla tanto di caccia e di liberalizzare la caccia e forse anche di depenalizzare il bracconaggio, ma si e' perso completamente il senso della caccia fatta per sfamarsi e per sostentamento della famiglia come una volta, prima di sparare e di uccidere un animale solo per puro divertimento guardatelo dritto negli occhi ed osservate il suo sguardo.....e poi decidete cosa fare della vostra vita.

sabato 6 febbraio 2010

UN TREKKING "DIVERSO"



Quasi sempre quando si intraprende e si programma un percorso di Trekking si studia a tavolino o si conosce gia' la meta da raggiungere ed il percorso da fare, spesso e' una cima di una montagna con relativo rientro con percorso ad anello o a ritroso ritornando per il sentiero gia' percorso.
Il trekking diventa quindi una "prestazione" programmata con relativi dislivelli, orari, punti di appoggio.
Io a volte invece mi diverto a effettuare "trekking senza meta", sono un ottimo esercizio mentale e per la preparazione di orientamento, sia ben inteso voi fatelo solo ed esclusivamente se siete ben preparati e se conoscete bene i luoghi che state attraversando, la montagna e la natura non perdonano e non accettano gli sprovveduti, vi potreste cacciare in situazioni molto pericolose!.
Ad esempio nei boschi dell'Altipiano di Asiago e' bellissimo divagare ed attraversare radure, vallette, e luoghi quasi fiabeschi, camminare ascoltando i suoni del bosco e i versi degli animali, riempire i polmoni dei profumi del sottobosco.
Oppure un altro luogo completamente all'opposto e dove e' molto interessante vagare e che ho provato personalmente e' la Piana di Campo Imperatore, e' un pianoro immenso largo 15 Km x 5 Km situato ad una quota tra i mt.1500 e mt.2000 contornato da montagne che hanno fatto la storia dell'alpinismo come il Gran Sasso ed il Monte Camicia con la sua parete nord, sull'Altipiano di campo Imperatore si puo' camminare per chilometri senza punti di appoggio e con continui saliscendi, con il tempo incerto e variabile senza punti dove ripararsi vi lascia una forte sensazione di smarrimento ed incertezza......
Il senso di orientamento viene inoltre acuito ed allenato spingendovi a cercare punti di riferimento e di orientamento, senza usare la carta topografica e strumenti di orientamento come bussole o gps.
Spesso psigologicamente cerchiamo punti fermi e di riferimento sui quali costruire la nostra vita e personalita', in assenza di questi punti di riferimento la sensazione di disagio e' notevolissima....per questo il trekking senza punti di riferimento e senza obiettivi puo' essere un ottimo allenamento.
Attenzione comunque fatelo solo se siete accompagnati da persone esperte e solo se conoscete le vostre capacita' e possibilita', ed il territorio che state attraversando perche' puo' rivelarsi molto pericoloso per voi e per le persone che vi soccorrono.

SUL NIDO DELL'AQUILA CON LE CIASPOLE




Vi voglio proporre una escursione estremamente panoramica da fare con le ciaspole :
Il Picco Vezzena o piu' correttamente Piz di Levico (mt.1908).
Questi luoghi sono stati teatro di aspri combattimenti durante la Prima Guerra Mondiale.
La posizione di questo "sperone" roccioso e' veramente spettacolare e domina la Valsugana i laghi di Levico e Caldonazzo e l'Altipiano di Vezzena.
Sulla vetta del Piz di Levico e' stato costruito dall'esercito Austroungarico il Forte Spitz Verle, scavato nella roccia, a picco sul precipizio, aveva la funzione di osservatorio e di collegamento con altri forti, fu sottoposto a feroci bombardamenti dall'esercito Italiano con cannoni di artiglieria posizionati sul Monte Verena, si racconta che il primo colpo di artiglieria della Prima Guerra Mondiale fu sparato proprio dal Forte Verena, dal Piz di Levico si possono vedere sul pianoro sottostante ancora i crateri fatti dai colpi di artiglieria sparati all'epoca.
Il Percorso parte dal Passo Vezzena mt 1404 si prende la strada forestale passando a fianco del Forte Austroungarico Busa Verle arrivando al bivio con la forestale che sale direttamente al Piz di Levico, noi dobbiamo tenere la destra verso la Malga Marcadei mt.1657, una volta raggiunta la malga tenendo la sinistra si sale verso la vetta finche' si arriva ad una sella dove girando verso sinistra si sale e si raggiunge il Piz di Levico, dovete fare grande attenzione perche' questo ultimo tratto e' a picco sulla Valsugana e soprattutto con la neve puo' trarre in inganno perche' puo' creare cornici di neve spioventi e cedevoli!
Una volta raggiunto il "Nido dell'aquila" sul Piz di Levico potrete godere di una vista sulle montagne circostanti, Dolomiti di Brenta, Catena del Lagorai, laghi di Levico e Caldonazzo impareggiabile!
La discesa e' piu' facile e rilassata percorrendo la ex stradella militare che con vari tornanti raggiunge il Passo Vezzena che e' stato il nostro punto di partenza.
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