SCOPRIRE L'UOMO SCAVANDO DENTRO SE STESSI - QUESTO A MIO AVVISO E' IL FINE DI TUTTO - E' INDUBBIAMENTE LA PIU' STIMOLANTE DELLE AVVENTURE - Walter Bonatti

lunedì 22 marzo 2010

CAMMINARE IN MONTAGNA DI NOTTE







Passare per gli stessi luoghi gia' visti con la luce del sole, con il buio, nel bosco, per un sentiero, sembra un luogo sconosciuto e fuori dalla tua percezione......
Sul sentiero, in mezzo alla neve, con la nebbia, dove tutto sembra uguale, per noi che siamo esseri amanti e dipendenti della luce solare.
Abbarbicati alla luce di una lampada a led, la sottile differenza tra la sicurezza dell'orientamento ed il disorientamento del buio piu' completo.
Un battito di grandi ali sopra alla testa nel mezzo del bosco, un grande volatile vuole fare la nostra conoscenza....e magari vedere se qualcosa per la sua sopravvivenza puo' esserci.....
La luce della lampada svela il giallo/arancio di coppie di occhi luminosi che ci osservano dal profondo del bosco.
Ed intanto le nubi basse a tratti ci avvolgono.
Una atmosfera che puo' essere inquietante se i pensieri cattivi ci assalgono, ma che in realta' svela un aspetto vivo e sicuro, non siamo soli, il buio che ci fa sentire soli ed indifesi, ci svela la vita, ci fa sentire in compagnia di animali che ci osservano e ci seguono.....nel nostro cammino, presenze amiche e discrete.

giovedì 11 marzo 2010

ALCUNE TECNICHE DI ORIENTAMENTO



A volte ho provato la sensazione di smarrimento per aver perso l'orientamento, e' una sensazione che mette in difficolta' il tuo stato emotivo e puo' creare anche stati di panico, in quel caso bisogna fare appello a tutte le risorse personali e mentali per controllare gli stati d'animo, bisogna ricordare e tener ben presente che perdersi anche a poca distanza dal sentiero o dal punto di arrivo puo' mettere in serie difficolta' chiunque.
Devo comunque dire che perdersi nelle nostre montagne e' molto difficile, ci si puo' perdere in boschi e radure oppure cosa molto pericolosa ci si puo' perdere nella nebbia creata dalle nubi basse in alta montagna, in quel caso bisogna fare estrema attenzione a dove ci si sta dirigendo.......
Io normalmente uso alcuni accorgimenti per effettuare un trekking in sicurezza.
Per prima cosa studio a tavolino la carta topografica cercando di memorizzare mentalmente il percorso da effettuare e le sue eventuali varianti, nella carta poi sono indicate, se e' una carta ben realizzata, le curve di livello, le quote sul livello del mare, boschi, fiumi, costruzioni ecc. ecc.
In questo modo si puo' gia' avere ben chiara la conformazione del territorio e delle difficolta' che si possono incontrare.
Una volta che si e' gia' preparato a tavolino il percorso, e quando si e' gia' sul luogo dell'escursione e' importante tradurre gli elementi studiati a tavolino sul terreno, bisogna capire inoltre in che modo la montagna si sviluppa.
In poche parole bisogna capire la montagna ed il territorio come e' conformato, con gole, dislivelli, pendii, scarpate, selle, cime e cosi' via.
A mano a mano che si effettua l'escursione e' importante porre attenzione a questi aspetti di sviluppo morfologico del territorio, e ai rispettivi riferimenti di orientamento, che io personalmente chiamo "grandi riferimenti" che sono cime, selle, gole, torrenti e tutto quello che da' l'idea generale di come e' fatto il territorio o la montagna.
E' importante essere sempre concentrati sul percorso che si va a percorrere e si deve sempre memorizzarlo.
Poi una volta individuati questi "grandi riferimenti" si passa ai "piccoli riferimenti" che sono quegli elementi distintivi che si incontrano durante il percorso, e se non ci sono createli da voi!
I "piccoli riferimenti" possono essere sassi particolari, ometti di sassi, un bastone infisso nel terreno in un modo particolare, un nastro colorato, i segni che vengono dipinti dal CAI (rosso/bianco) sul sentiero, e quant'altro vi puo' suggerire la vostra fantasia, cosa molto importante devono essere ben visibili da vari punti del percorso, un consiglio non cercate di tenere come riferimento forme particolari di alberi nel bosco perche' quando poi li cercate per orientarvi vi sembrano tutti simili!
Solo se siete esperti botanici o boscaioli potete distinguere un albero da un altro!
Altro consiglio se perdete l'orientamento, fermatevi, evitate di vagare a caso alla ricerca di riferimenti perche' finireste per perdervi definitivamente, ritornate lentamente nei vostri passi, esaminate con attenzione i luoghi dove siete e i relativi punti di riferimento, usate carta topografica e bussola oppure il Gps.
Possono essere sistemi un po' empirici, ma finora mi hanno sempre aiutato a non perdere orientamento in modo da mettermi in serie difficolta'.
Con un po' di pratica ed allenamento viene poi naturale sapere dove si sta andando....
Buon trekking a tutti voi !!

mercoledì 10 marzo 2010

SULL'ALPE DEL NEVEGAL CON LE CIASPOLE





Una escursione tra il Nevegal ed il Col Visentin con le ciaspole, con un giro estremamente panoramico sul Lago di Santa Croce, la Valle del Piave, le Dolomiti, il Pelmo e l'altopiano del Cansiglio.
L'escursione si svolge per la maggior parte in cresta su percorso battuto, si parte dal ristoro La Casera dove si parcheggia l'auto e dove ci si puo' ristorare con qualcosa di caldo, si prende il sentiero battuto verso il Rifugio Brigata Alpina Cadore facilmente visibile e si puo' godere di una vista stupenda sul lago di Santa Croce e sul Cansiglio.
Unica nota stonata su questa spettacolare escursione sono le antenne che sono installate in vari punti e rovinano l'estetica di questi alpeggi molto belli.
Si prosegue poi costeggiando la cresta verso il Col Visentin (Mt.1763), facilmente visibile e quindi da' la direzione del percorso il quale poi si sviluppa in cresta un po' esposta, con vista sulla Valle del Piave e su Fadalto.
Una volta raggiunto il Rifugio 5 art.Alpina ci si puo' riposare e pronti per la via del ritorno si ripercorre il sentiero in cresta e se si vuole si puo' effettuare una variante del ritorno percorrendo il sentiero piu' in basso verso il crinale del Nevegal.
Il sentiero e' un po' piu' agevole e meno esposto e passa in mezzo a boschi radi dove si possono scorgere anche caprioli che si scaldano al sole tra le radure.
Bisogna comunque fare attenzione che non ci sia neve fresca accumulata a strati perche' possono crearsi slavine.
Il ritorno e' facile ed i riferimenti di percorso sono ben visibili e facilmente raggiungibili da piu' punti, per chi volesse fare una tappa intermedia un po' piu' in basso si trova il Rifugio Bristot che e' aperto e fornisce ristoro.
Il sole, la neve, l'aria limpida e frizzante, il paesaggio sono gli ingredienti per effettuare questa piacevole escursione.

martedì 2 marzo 2010

DUE CONSIGLI SUGLI SCARPONI DA MONTAGNA

Scarponi polivalenti nel vero senso della parola non ne esistono, bisognerebbe avere parecchie paia di scarponi specifici per ogni utilizzo, escursionismo, trekking leggero, trekking di alta quota, ferrate, ramponabili con ramponi automatici o semiautomatici.....e cosi' via.
Poi normalmente si hanno uno o due paia di scarponi che vanno bene un po' per tutto, perche' si e' vero che bisogna avere l'attrezzatura giusta per ogni tipo di prestazione sportiva, ma al proprio scarpone ci si affeziona come ad una mascotte e lo si usa finche' da' segni di cedimento dovuto all'usura.
Quello che vi posso consigliare per scegliere uno scarpone e' innanzitutto di capire qual'e' l'utilizzo che fate piu' spesso (escursioni leggere, trekking lunghi di alta quota, ferrate ecc.ecc.) e sulla base di quello procedere a scremare la scelta.
Poi cosa importante da valutare e' la vostra conformazione fisica e se le vostre caviglie hanno piu' o meno bisogno di sostegno, e cioe' se siete soggetti a distorsioni "facili", in questo caso potete gia' restringere la vostra scelta di scarpone con protezione alta oppure scarpe da trekking piu' basse.
Scegliete calzature con membrane traspiranti tipo Gore Tex o similari, e' molto importante perche' durante la camminata si produce molto sudore ed e' importantissimo espellerlo dalla calzatura soprattutto d'inverno, ed inoltre le calzature rimangono impermeabili.
Le suole inoltre sono il punto di contatto con il terreno e scaricano tutto il peso al suolo quindi devono essere ad alta aderenza, rigide al punto giusto per dare sostegno al piede su terreni rocciosi e durante salite dove lo sforzo va a ricadere maggiormente sulla punta.
Una azienda leader del settore e' Vibram e viene utilizzata dalla maggior parte di produttori di scarponi per il trekking e l'alpinismo.
La tomaia inoltre e' consigliabile sceglierla in linea generale robusta e personalmente la prediligo con protezioni perimetrali o nella punta per proteggere da urti, graffi ed usura.
Scegliete aziende che sono note per la loro affidabilita' e qualita' sicuramente il negoziante vi puo' consigliare adeguatamente, non risparmiate sul prezzo, lo scarpone e' un elemento fondamentale dell'equipaggiamento e vi puo' salvare veramente la vita in situazioni difficili!
La scelta va fatta inoltre in base alla calzata e al comfort, provate entrambe gli scarponi prima di acquistarli, indossateli con un calzino grosso, e sceglieteli di un numero piu' grande, il piede deve rimanere ben disteso e senza costrizioni di sorta, in caso contrario cambiate modello di scarpone, evitate di sceglierli con misure troppo ampie perche' il piede all'interno deve rimanere stabile e non deve scivolare, perche' oltre ad essere pericoloso vi puo' creare vesciche durante l'uso intenso.
Io normalmente uso solette ortopediche in cuoio che sostituisco a quelle standard, costano abbastanza ma servono ad aumentare il sostegno al piede, a rendere il passo piu' stabile in situazioni di stabilita' precaria come passaggi stretti ed esposti, ed aumentano il comfort anche con specifiche imbottiture sul tallone, caratteristiche importanti sulle lunghe distanze.
Il resto lo fa l'esperienza e l'uso quotidiano.
Nel caso vi rimangano ancora dubbi su quale scarpone scegliere potete fare sempre come Tom Perry.......
A voi la scelta!!
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