SCOPRIRE L'UOMO SCAVANDO DENTRO SE STESSI - QUESTO A MIO AVVISO E' IL FINE DI TUTTO - E' INDUBBIAMENTE LA PIU' STIMOLANTE DELLE AVVENTURE - Walter Bonatti

martedì 27 luglio 2010

GRAN SASSO IL CORNO GRANDE









Qualche estate fa abbiamo deciso di passare le ferie in Abruzzo nel Parco Naturale del Gran Sasso.
Abbiamo scelto come base di alloggio un agriturismo nel paese di Castelli, celebre per le pregevoli ceramiche di squisita manifattura.
Subito siamo stati accolti dai paesani come se fossimo stati da sempre loro compaesani, con il loro tipico spirito di amicizia.....quasi ci sentivamo a disagio non essendo abituati a tanto.
Ancora ce lo ricordiamo piacevolmente ed ogni tanto ci viene voglia di ritornare.....
Sicuramente non mancheremo di ritornarci anche perche' l'Abruzzo e gli Abruzzesi sono meravigliosi.
La terra con i suoi "tremori" e' stata crudele e spietata con loro.
Sicuramente non vanno perse le occasioni per aiutarli e vi consiglio vivamente di farlo in ogni modo perche' le occasioni anche piccole non mancano.
In quel periodo ne abbiamo approfittato per girare in lungo ed in largo Campo Imperatore e la sua corona di montagne, ci sembrava di essere nel nostro parco divertimenti preferito!
Tra le varie escursioni che abbiamo fatto la piu' conosciuta e' quella di salire in vetta al Corno Grande del Gran Sasso per la via Normale.
Dopo aver parcheggiato all'Albergo di Campo Imperatore (mt.2120) famoso anche per aver ospitato in via forzosa Mussolini che poi venne liberato con un blitz aereo dai tedeschi che lo prelevarono dopo aver usato la piana di Campo Imperatore come pista di atterraggio, siamo saliti per il sentiero verso il rifugio Duca degli Abruzzi (mt.2388).
Dal Rifugio abbiamo proseguito per la Sella di Monte Aquila (mt.2335) oltrepassandola e seguendo il sentiero che domina la Conca degli Invalidi e che aggira in senso orario la montagna con superiormente la sua zona delle creste, e attraversando ghiaioni e detriti con tornanti stretti, si sale con facili tratti su roccette.
Sotto di noi la conca del ghiacciaio piu' a sud d'Europa....il ghiacciaio del Calderone, proseguendo in cresta si giunge alla croce sommitale del Corno Grande (mt.2914).
La vista che si puo' godere da quel punto e' a dir poco spettacolare!
Il Gran Sasso una vera montagna sul mare!!!
Dislivello complessivo circa 800 mt in salita ed altrettanti in discesa ritornando per la stessa via.
Difficolta' EE
Veramente da consigliare!

venerdì 23 luglio 2010

VETTA D'ITALIA Rifugio Tridentina







Due giorni in Valle Aurina con obiettivo la Vetta d'Italia.
La Vetta d'Italia o Klockerkarkopf mt.2912 viene chiamata cosi' perche' e' la montagna piu' a nord dell'Italia.
Un ambiente dolce ricco di prati e torrenti in fondovalle, essendo una valle formata nel suo attuale aspetto da antichi ghiacciai, e un ambiente aspro e "granitico" in alta quota.
L'escursione organizzata dal Gruppo Amici della Montagna di Piazzola sul Brenta e' stata una bella "sgroppata" anche se il tempo ancora una volta si e' messo a fare le "bizze".
All'andata ci ha accompagnato il caldo fino al Rifugio Brigata Tridentina, e poi con nuvole basse e pioggia appena giunti al rifugio, e per tutta la notte vento fortissimo con temporali......per fortuna la compagnia del Gruppo con la loro allegria e simpatia ha aiutato a rallegrare il "clima".....
Il giorno dopo al mattino le nuvole basse e la pioggia ci hanno fatto desistere dalla tentazione di raggiungere la cima, anche se ci siamo portati fino al bivio che imboccando il sentiero sulla destra ci avrebbe portato alla vetta.
Peccato.....lo abbiamo ritenuto troppo pericoloso......in compenso abbiamo chiuso il giro portandoci a incrociare di nuovo il sentiero n.13.
"Umidi" ma contenti !
IL PERCORSO :
Primo giorno.
Arrivati a Casere mt.1595 si prosegue per la strada sterrata che porta alla malga "Kerher Alm" mt.1846 e seguendo il sentiero n.13 si giunge alla malga Lahner mt.1979.
Procedendo per il sentiero comodo e ben segnalato si sale costantemente fino a giungere al Rifugio Tridentina mt.2441.
Intanto il Picco dei Tre Signori con la sua sagoma maestosa "sorveglia" ogni mossa degli escursionisti che salgono al rifugio.....

Secondo giorno.
Seguendo il sentiero n.13 che viene chiamato anche Via Vetta d'Italia si arriva al bivio che a destra porta alla Vetta.
Proseguendo per lo stesso sentiero si avanza superando la forcella Teufelstiege mt.2526, si aggira la "Costa del Prete" e seguendo il sentiero si arriva al rifugio Vetta d'Italia che e' chiuso e quindi non fornisce alcun ricovero anche di emergenza.
Subito oltrepassato il rifugio si scende agganciando il sentiero n.14 che ripidamente ci porta giu' a valle verso Casere.
Dislivello in salita mt.846 -Difficolta' E
Dislivello in discesa mt.1400 -Difficolta' EE

Il tempo non ci e' stato di aiuto....Vetta d'Italia a presto!

lunedì 12 luglio 2010

CIMA D'ASTA Rif.Ottone Brentari







Qualche tempo fa sempre con il mio amico Paolo abbiamo organizzato una uscita su zone un po' dimenticate dall'escursionismo di massa.
A Cima d'Asta percorrendo l'Alta Via del Granito.
Anche quella volta tanto per cambiare il meteo non ci e' stato amico accompagnandoci con pioggerellina dall'inizio alla fine, devo dire che personalmente a parte il disagio che crea, io amo attraversare il bosco durante una pioggia perche' si sentono di quei profumi sublimi, e trovarmi con un acquazzone in mezzo alle rocce mi fa sentire tutta la forza che puo' sviluppare la natura.
Comunque sia consiglio vivamente di evitare di fare escursioni con condizioni meteo avverse per i vari problemi di sicurezza che comporta.
Tornando a noi dopo aver parcheggiato all'altezza della Malga Sorgazza mt.1450 proveniendo dalla Valsugana e da Pieve Tesino attraversando la Val Malene, ci siamo incamminati per la strada sterrata che corrisponde con il sentiero CAI 327 Alta Via del Granito fino al bivio mt.1647 dove si segue sulla destra il sentiero 327 fino alla Capanna dei Pastori mt.2131 dove noi abbiamo imboccato visto il tempo inclemente il facile "Trodo dei Asini" contrassegnato con il n. 327B per giungere attraversando una zona spettacolare e singolare di nere rocce di granito, colore esaltato ancor di piu' dalla pioggia....alla fine siamo giunti al lago di Cima d'Asta ed al meritato Rifugio Ottone Brentari mt.2480.
Vista la pioggia ci siamo fermati li e non siamo giunti nel punto piu' alto di Cima D'Asta mt.2847.
Al ritorno siamo scesi in variante per le Laste' di Cima d'Asta accompagnati dal torrente che scendeva con forza dal lago, e con qualche difficolta' per le placche di granito un po' scivolose sentiero CAI 327.
Poi ci siamo raccordati con lo stesso percorso dell'andata.
Dislivello : andata mt.1020 ritorno mt.1020.
Comunque da rifare con il bel tempo!

domenica 11 luglio 2010

MONTE OBANTE Gruppo del Carega







Percorrendo il sentiero Europeo E5 una facile salita al Gruppo del Carega.

Questa e' la descrizione che ne fa Wikipedia la famosa enciclopedia online :

Il Sentiero Europeo E5 è un Sentiero Europeo che dalla costa dell'Atlantico in Bretagna (Francia) attraversa le Alpi passando per Svizzera, Germania, Austria e raggiunge l'Italia terminando secondo progetto a Venezia. Il percorso totale è di 3200 km. Attualmente il tratto Verona-Venezia non è definito, per cui il sentiero al momento termina all'Arena di Verona.

La parte più comunemente percorsa è quella che dal Lago di Costanza raggiunge Verona: un percorso di 600 km per il quale sono mediamente necessari per un buon camminatore circa 30 giorni di cammino. Tale tratto fu definito da Hans Schmidt di Sonthofen e realizzato interconnettendo sentieri esistenti dalla Federazione Europea Escursionisti che lo inaugurò il 2 luglio 1972.

Nonostante il sentiero attraversi anche zone rocciose con alte cime, non è necessaria alcuna esperienza di scalata. Lungo il percorso vi sono diverse possibilità di riparo e pernottamento tipicamente in rifugi alpini.



Il tratto italiano del sentiero :

Passo Rombo-> San Leonardo in Passiria
San Leonardo in Passiria -> Rifugio Punta Cervina
Rifugio Punta Cervina -> San Genesio Atesino
San Genesio -> Bolzano
Bolzano -> Nova Levante
Nova Levante -> Cembra
Cembra -> Palù del Fersina
Palù del Fersina -> Vetriolo Terme
Vetriolo Terme -> Levico Terme
Levico Terme -> Carbonare presso Folgaria
Carbonare -> Posina
Posina -> Rifugio Campogrosso
Rifugio Campogrosso -> Giazza
Giazza -> Verona

Parcheggiata l'auto al Passo di Campogrosso mt.1456 arrivando da Recoaro Terme si procede a piedi per la strada carrabile e ad un certo punto a sinistra si trova l'inizio del sentiero CAI n.157 e imboccato il sentiero si attraversano il Passo delle Buse Scure la Sella del Rotolon fino al bivio del Boale dei Fondi mt.1632.
Lo spettacolo e' a dir poco grandioso sovrastati dalle Guglie del Fumante che si slanciano come una cattedrale gotica verso il cielo.
Tenendo la sinistra si incomincia una ripida salita in un giaione colonizzato dai mughi ed attraversando anche alcune roccette si giunge alla Bocchetta dei Fondi mt.2040.
La vista da qua sopra si apre grandiosa sul Gruppo del Carega e sul Rif.Scalorbi.
A sinistra molto facilmente si puo' raggiungere l'Obante mt.2020.
E' molto facile incontrare camosci, noi ne abbiamo avvistato uno vicinissimo, mentre scendevamo per lo stesso itinerario, che si arrampicava su rocce su passaggi incredibili degni del miglior alpinista.
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