SCOPRIRE L'UOMO SCAVANDO DENTRO SE STESSI - QUESTO A MIO AVVISO E' IL FINE DI TUTTO - E' INDUBBIAMENTE LA PIU' STIMOLANTE DELLE AVVENTURE - Walter Bonatti

lunedì 27 settembre 2010

ROCK

Roccia.
Sentieri e pareti..............di roccia.
Quando li percorro a volte mi suonano in mente note.......Rock.
Note dure e musica dura come le rocce che si percorrono, e che nulla regalano, in perfetta sintonia con la loro essenza.
Ma che regalano momenti duri che possono aprirsi in inaspettati momenti dolci e suadenti, come un panorama grandioso, come una conquista di un luogo inaccessibile, come un gioco di note e di suoni dolci e melodici........nella loro durezza!
Non ci sono scorciatoie, nulla e' regalato, ma a volte il premio puo' essere grande per chi lo sa apprezzare, come una canzone di Bruce Springsteen o degli U2, o come un luogo meraviglioso scoperto ed esplorato, o come un panorama sulle piu' belle Crode Dolomitiche.
Rock.

DOLOMITI D'AMPEZZO NEL NUVOLAU E AVERAU






Che dire! un paio di ferrate facili per raggiungere luoghi dai panorami bellissimi e ancora una giornata regalata per il bel tempo che ci ha permesso di fare tanto.
In sintesi : siamo partiti dal Passo Giau mt.2336 e abbiamo percorso la ferrata del Ragusel raggiungendo poi il rif.Nuvolau mt.2575 e poi siamo discesi fino al rif.Averau mt.2413 e abbiamo percorso la ferrata Averau dove giunti alla vetta mt.2649 siamo discesi per la stessa ferrata della salita.
Una volta giunti al rif.Scoiattoli con un magnifico panorama sulle Cinque Torri (oramai diventate quattro perche' una di esse e' crollata alcuni anni fa) siamo tornati al Passo Giau nostro punto di partenza ed arrivo.
I panorami che ci regalano questi luoghi sono a dir poco unici : le Tofane, la Croda Da Lago, il Cristallo, il Sorapiss, la Croda Rossa ed infine la Marmolada con il suo ghiacciaio unico ed inconfondibile.......
Gli animali che ci hanno accompagnato nel nostro percorso : le marmotte e un branco di camosci con i loro piccoli.
Il dislivello complessivo e' di mt.680
La difficolta' : EEA con obbligatorio set omologato da ferrata.
Ancora luoghi che lasciano senza fiato per le bellezze che si presentano alla vista, e le Cinque Torri che passandoci sotto vien voglia  di deviare dal sentiero e salirle su quelle belle pareti verticali e movimentate ma nello stesso tempo incerte per i loro continui assestamenti, e scusatemi l'accostamento, ma mi sembrano una metafora della vita.........sai cosa ti succede in quel preciso istante ma non sai cosa ti puo' accadere nel futuro, puoi solo cercare di prevederlo...........

lunedì 20 settembre 2010

GRACCHIO ALPINO


Dopo una salita oppure una arrampicata frutto a volte di fatiche di una certa entita', felice per aver raggiunto una cima........chi mi trovo ?
Lui !
Il gracchio alpino che con tutta naturalezza sale volando dal fondo della vallata e mi osserva volteggiando con la sua presenza educata.
Poi si posa vicino ed infine con tutta naturalezza scende da dove e' venuto........
A volte come lo invidio, pero' per lui la conquista delle cime acquista ben poco significato!
Benvenuto amico che ci fai compagnia nelle vette!

mercoledì 15 settembre 2010

DUE CONSIGLI SUI BASTONCINI DA TREKKING

All'inizio ero un po' scettico ad utilizzare i bastoncini telescopici, addirittura non capivo come potessero essere utili due "orpelli" che bisognava stare attenti a dove appoggiarli sulle rocce.........
Ma poi li ho provati e mi sono dovuto ricredere ed adesso non li lascio mai a casa quando esco nelle mie escursioni, anzi se sono senza mi sento come un cowboy senza cavallo!
La coppia di bastoncini sono parte dell'attrezzatura indispensabile del trekker.
Per prima cosa adoperandoli non si gonfiano piu' le mani come salsicce create dal miglior norcino.....
Poi aiutano a mantenere l'equilibrio trasformando noi bipedi in "quattrozampe", e servono a ripartire lo sforzo delle gambe anche sulle spalle.
Se si usa la tecnica dello sci da fondo classico mantenendo un ritmo costante e ben coordinato la progressione in salita e' di molto superiore a chi non usa i bastoncini.
In discesa poi alleggeriscono lo sforzo delle ginocchia e servono nei passaggi piu' impegnativi a mantenere l'equilibrio durante un salto di gradoni e possono servire come appoggio per saltare un torrente.
Bisogna abituarsi a mantenere il ritmo e passo anche se si incontrano terreni scoscesi o con rocce sparse, una volta fatta l'abitudine a colpo d'occhio si impara a dove posizionare i bastoncini in posizione stabile e ferma.
A mio modesto parere questo serve molto anche come allenamento per la vista, il coordinamento fisico, la velocita' mentale, la concentrazione.
I benefici fisici apportati dall'uso dei bastoncini non si fermano qui : servono come allenamento alla parte alta del corpo, con allenamento di spalle e braccia, servono a ripartire ed alleggerire le sollecitazioni alle articolazioni di gambe e bacino, servono a stimolare e favorire la respirazione con il movimento e con lo sviluppo della capacita' della cassa toracica.
La scelta dei bastoncini deve essere fatta senza risparmiare troppo sul prezzo, e comunque bisogna valutare molto bene le caratteristiche tecniche di questi attrezzi.
Devono essere leggeri per non affaticare le braccia durante i trekking piu' lunghi, devono essere a tre sezioni telescopiche perche' a mio parere si possono riporre (sempre con le punte verso il basso) e trasportare meglio (provate voi a fare un percorso scosceso ed impegnativo con delle aste lunghe che escono dallo zaino incastrandosi su ogni anfratto o quant'altro!), con tre sezioni si possono regolare piu' accuratamente, scegliete bastoncini con sistema di fissaggio stabile e duraturo, devono avere puntali in acciaio antiusura ad esempio in tungsteno, con inpugnature comode ed ergonomiche (io prediligo i bastoncini con il rivestimento dell'impugnatura anche nella parte bassa perche' cosi' non devo accorciarli in salite scoscese basta solo spostare la posizione delle mani in basso).
Come regolarli ?
L'altezza giusta dei bastoncini nel trekking e' quella che in relazione alla vostra altezza vi posiziona il braccio e l'avambraccio ad angolo retto con il bastoncino impugnato correttamente.
Quando li avete usati magari con la pioggia, smontateli ed asciugateli, non usate mai oli e spray al silicone, tutta la pulizia va effettuata sempre a secco!
Ed infine due consigli : non infilate mai la mano nei laccioli anche se potrebbe risultare comodo, perche' in caso di caduta e perdita di equilibrio e' meglio abbandonarli ed avere le mani libere per proteggersi dalla caduta.
Usate le rotelle attorno ai puntali anche d'estate perche' queste vi permettono di non fare incastrare le punte dei bastoncini tra i sassi, spaccature ecc.
Ed ora buona escursione!!!

lunedì 13 settembre 2010

PIZ BOE' - GRUPPO DEL SELLA

Un bel trekking in alta quota organizzato ottimamente dal Gruppo Amici della Montagna.
Abbiamo toccato la cima di una delle piu' belle montagne delle Dolomiti, a dire il vero a mio parere e' molto difficile giudicare quale siano le piu' belle montagne Dolomitiche..........
Mica per niente le Dolomiti sono state decretate Patrimonio Universale dell'Umanita' dall'UNESCO.
Tornando alla nostra escursione, siamo partiti da quota mt.2053 imboccando il sentiero n.656 del CAI e passando sotto le pareti verticali del Piz Ciavazes e le Torri del Sella.
Abbiamo proseguito nella Val Lasties e salendo si giunge ad una "piana" il Plan de Siela con ancora vegetazione e rocce sparse con un contorno di pareti rocciose che creano un "palcoscenico" spettacolare dove la natura fa la parte della protagonista principale della scena.
Si prosegue sempre salendo sul sentiero e tralasciando il sentiero che sulla destra porta direttamente alla Forcella Pordoi si giunge in un ambiente di effetto quasi "lunare" il Plan de Roces.
Attraversando il Plan de Roces sempre con una vista sul Piz Boe' e la Capanna Fassa, nostri obiettivi di escursione, si sale per gradoni e dislivelli fino a raggiungere la Forcella Antersass a mt.2839.
Tenendo sempre la vista sul nostro obiettivo e proseguendo verso destra, si attraversa un breve tratto attrezzato con cavi di acciaio, perche' esposto (e' consigliabile di assicurarsi con il set da ferrata per maggiore sicurezza), e si giunge al Rifugio Boe' mt.2871, dove ci si puo' riposare e rifocillare brevemente.
Non resta che da salire l'ultimo tratto del sentiero n.638 che porta alla sommita' del Piz Boe' mt.3152, dove una splendida "terrazza" rocciosa ci regala un fantastico panorama sulla Marmolada con il suo ghiacciaio in primo piano e le maggiori cime dolomitiche.
Siamo scesi poi dal lato opposto per facili e divertenti roccette fino a raggiungere la funivia del Sass Pordoi a mt.2950 che in un batter d'occhio ci ha "scodellato" giu' nel Passo a mt.2239.
Ci siamo ritenuti soddisfatti dell'escursione fatta ed abbiamo approfittato della "tecnologia" per superare l'ultimo tratto di dislivello in discesa.
Vi propongo alcune foto scattate con la mia fedele macchina fotografica anche se ce ne sarebbero moltissime da proporvi, visti i panorami ed i luoghi bellissimi attraversati.
Giudizio : da provare, escursione facile ma impegnativa in relazione alle quote raggiunte con i relativi sbalzi di temperatura ed altimetrici.
Richiede abbigliamento ed attrezzatura adeguata, nonche' preparazione fisica adeguata.
Richiedono molta attenzione i tratti attrezzati sia in salita e discesa, e l'ultimo tratto di salita alla cima perche' spesso in tramontana e con tracce di nevischio e ghiaccio.
Dislivello : mt. 1150 circa in salita e 400 in discesa calcolando i saliscendi.
Difficolta' : EE - EEA per il tratto attrezzato che richiede assicurazione con set da ferrata.

lunedì 6 settembre 2010

ALLEGRI INCONTRI

Durante la salita al Piz Boe' vicino al sentiero ci siamo incontrati e ci siamo osservati con curiosita' io e..........la simpatica marmotta !
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